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Argomento: 'libri'

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Maurizio

Achille Lauro (story)…

Scritto da Maurizio

Maurizio ha scritto 171 articoli.

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Achille Lauro nasce a Piano di Sorrento il 16 giugno 1887, quinto di sei figli, tre maschi e tre femmine, dell’armatore Gioacchino e di Laura Cafiero. E’ un periodo in cui per mare viaggiano più velieri che piroscafi. Per il sud Italia è iniziato un trentennio terribile che costringerà cinque milioni di contadini a cercare fortuna nelle Americhe. L’Italia meridionale era stata messa in ginocchio dalla grave crisi economica provocata dalla gestione nordista del regno sotto Umberto I. Ne derivò la più grande ondata migratoria della storia italiana, che interessò quasi esclusivamente  le regioni del sud, con un fiume di disperati mandati allo sbaraglio a guadagnarsi il pane lontano dalla patria. Una diaspora rovinosa di dimensioni ben più ampie del quotidianamente strombazzato esodo degli Ebrei. Molte società di navigazione del nord faranno soldi a palate sulla pelle di tanti poveri cristi, spesso reclutati nelle campagne ed ingannati con contratti di lavoro fittizio. Nel napoletano esiste una tradizione marinara molto radicata risalente ai Borbone, ma è prevalentemente navigazione di piccolo cabotaggio, favorita nel trasporto delle merci dall’assenza di strade e ferrovie. Il padre di Achille, Gioacchino, conduce la precaria attività di padroncino di qualche veliero ed è legato per sopravvivere al numero di noli conquistati, spesso in condizioni  di sprezzo del pericolo per le intemperanze del mare. La madre di Achille, che già aveva perso due fratelli marinai, pagherà un pesantissimo tributo al dio Nettuno, al quale sacrificherà anche due suoi figli. Per il racconto della gioventù del nostro eroe ci rifaremo ai suoi ricordi dettati al giornalista Antonio Pugliese, il vero autore della famosa autobiografia “La mia vita, la mia battaglia”, scimmiottante il famigerato “Mein Kampf” hitleriano. A 13 anni Achille fu bocciato a scuola ed inoltre venne scoperto dalla madre in solaio mentre con una volenterosa servetta si stava dedicando a cose più grandi di lui. E’ il battesimo erotico di un personaggio, il cui gallismo da guinness dei primati costituirà la sua cifra distintiva e contribuirà ad alimentare la leggenda dell’infaticabile donnaiolo dalle mostruose dimensioni e dai ritmi da favola. Il padre fu severissimo e così dopo pochi giorni il fanciullo precoce si vide imbarcato come mozzo sul “Navigatore”, un veliero di famiglia in partenza verso il Messico. La cuccetta del mozzo è la tolda e la sua vita è faticosa e umiliante, perché bisogna ubbidire a tutti. Giunti a New Orleans, si tornò indietro verso Bordeaux con la stiva colma di canna da zucchero caricata in Martinica. Il vitto per mesi era sempre lo stesso: farina e stoccafisso, stoccafisso e farina e la fatalità volle che una grossa spina si conficcasse nel “cannarone” del capitano; sembrava una sciocchezza, ma in pochi giorni sopravvenne la setticemia e la morte, non prima che il glorioso navigatore avesse espresso le sue ultime volontà: essere sepolto nel paese natale. La carogna puzzava ogni giorno di più, mentre sciami d’insetti si erano trasferiti in massa dalla canna da zucchero ai bordi della rudimentale cassa da morto. Il comando della nave fu trasferito al secondo ufficiale, il quale fu colto anche lui da una fulminea disgrazia: un’infezione in poche ore gli fece perdere la vista. Pazzo di paura egli si chiuse nella sua stanza e giorno e notte urlava a perdifiato che la maledizione si era abbattuta sulla nave e che nessuno si sarebbe salvato, con quale terrore per l’equipaggio è facile immaginare. Della navigazione dovette interessarsi allora da solo il timoniere, il quale a stento sapeva servirsi della bussola, ma ignaro di correnti e di venti, cercò disperatamente di toccare ,zigzagando, la costa europea. Finalmente, quando i viveri e l’acqua potabile stavano per finire, riuscirono a raggiungere Tangeri. Dopo undici mesi di viaggio appena toccata la terraferma, Achille telegrafò disperato al padre supplicandolo di fargli riprendere gli studi interrotti. Ritornato a Piano di Sorrento, il mozzo ridiventò studente nell’Istituto navale “Nino Bixio”, per uscirne dopo qualche anno capitano di lungo corso. Nel frattempo i suoi due fratelli maggiori Francesco e Antonino scomparvero, uno dopo l’altro, tra i flutti. Il padre disperato voleva mollare tutto, ma il destino aveva previsto diversamente. Nel 1905 Achille appena diciottenne, ottenuta la fiducia del genitore si recò a Genova ove riuscì a comprare a prezzi di svendita un grosso piroscafo: il “Fratelli Beverino”, che andò ad affiancarsi al “Principessa Jolanda”, costituendo una nuova linea di navigazione la “Società della penisola sorrentina”, la quale si proponeva di organizzare le traversate verso le isole del golfo di Napoli fino ad allora monopolio di una compagnia tedesca. La lotta fu impari perché la concorrenza decise di far transitare gratis i passeggeri sulle proprie navi, offrendo inoltre caffè e pasticcini. Il fallimento fu inevitabile e travolse anche tutti i risparmi di famiglia; al vecchio Gioacchino non rimase che morire sconsolato di crepacuore, lasciando Achille a soli vent’anni capofamiglia con madre e tre sorelle a carico. La flotta era rimasta di soli tre velieri, due dei quali furono venduti per costituire le doti delle tre sorelle che anelavano al matrimonio. La terza imbarcazione “Cavalier Lauro” si trovava in Argentina, dove il capitano, sottratti i soldi dell’incasso, se n’era appropriato mandando solo il conto delle spese: cinquecento sterline da saldare in tre giorni. Achille è disperato e si reca sulla tomba del padre a chiedere conforto e consiglio, quando un aiuto insperato giunge da parte di un amico di famiglia, Agostino D’Esposito, il quale si offre di prestargli i soldi necessari a pagare il debito, dando fondo a tutti i risparmi di famiglia. L’offerta è disinteressata, anche se il vecchio amico del padre covava da tempo un malizioso sogno segreto: quello di far sposare ad Achille sua figlia Amina. A tal proposito apriamo una parentesi per riferire un inedito aneddoto di cui veniamo a conoscenza grazie alle gentili confidenze di una nipote della ragazza sorrentina: la preside Amina Lucantonio.

Agostino D’Esposito era anche lui uomo di mare ed in una peregrinazione in medio oriente aveva conosciuto una bellissima odalisca di nome Amina, abilissima nella danza del ventre che era solita ballare con una veste velatissima, che poco lasciava alla fantasia. Egli s’innamorò perdutamente, ricambiato con ardore di amorosi sensi, della tenera perla d’oriente e non voleva più tornare a casa; apriti cielo, a Sorrento la sua sposa non solo lo aspettava ma era anche in dolce attesa. Lettere del sindaco, reprimende del parroco, accorati appelli di amici e parenti, addirittura l’interessamento di un politico ed alla fine il ritorno, novello Ulisse, alle mura domestiche; in cambio la promessa che l’erede, se femmina, si sarebbe dovuta chiamare Amina. La ignara bambina divenuta fanciulla non somigliava per niente alla sua omonima orientale, per cui il nostro Achille, con la scusa che si conoscevano da bambini, fu chiaro con l’aspirante suocero: “Don Agostino, non sposerò mai vostra figlia”. Al che tremante il vecchio gli rispose: “Sei un ragazzo onesto, non ne parliamo più”. Per inciso Amina, anche se brutta, era un modello di virtù, si sposò dopo alcuni mesi generando schiere di figli e nipoti, oggi tutte persone importanti: magistrati, professionisti, insegnanti. Bisognava ora recuperare la nave in Argentina, per cui Achille, in compagnia del suo amico Salvatore Paturzo, già in possesso del brevetto di capitano, s’imbarca da Marsiglia con due posti in terza classe. Appena giunto a Buenos Aires, sale a bordo della “Cavalier Lauro” entra nella stanza del capitano, momentaneamente assente e lo aspetta con in tasca una pistola ben deciso ad usarla. Il capitano non fa in tempo ad entrare che Lauro, dopo aver chiuso a chiave la porta, gli punta contro la pistola e gli urla: “Paga”. Alle prime tergiversazioni Achille non esita a sparare sfiorandogli i piedi e minacciando che il prossimo colpo sarà diretto al “bersaglio nobile” tra i pantaloni. “Mi hanno derubato” balbetta il capitano, “Non me ne frega niente” risponde Achille. Alla fine si trovò una soluzione grazie alla circostanza che il truffatore godeva la fiducia di un’agenzia bancaria, ove ci si sarebbe recati per ottenere un prestito a suo nome. Esso fu concesso senza la necessità della firma di avallo di Lauro e le cose si misero a posto. Riottenute le mille sterline, bisognava rimettersi in viaggio, cosa che avvenne nei giorni successivi, dopo aver scaraventato sulla banchina gli effetti personali del traditore. La vera difficoltà fu quella di arruolare una ciurma, perché tutti erano spaventati dal viso da bambino del nuovo capitano. Bisognò perciò di notte girare con alcune carrozze tra le bettole più malfamate della città a raccogliere ubriachi fradici i marinai per trasportarli a bordo. Mentre tutti dormivano si partì e troppo tardi avvenne in alto mare il risveglio dei malcapitati, sballottati a causa di una terribile tempesta. I marinai s’infuriarono e volevano tornare a terra, ma dovettero rassegnarsi a continuare il viaggio, al termine del quale, vendendo il carico, la difficile situazione economica fu completamente risanata. Pagati tutti i debiti, rimanevano infatti in cassa quindicimila lire. Ci furono poi altre avventure, tra cui l’affondamento in una collisione rocambolesca dello stesso “Cavalier Lauro”, a cui fece seguito una penosa vicenda giudiziaria, fortunatamente a lieto fine. Lauro acquistò poi un grosso vaporetto il “Mariannina”, col quale si dedicò al trasporto dal sud al nord di derrate alimentari. Allo scoppio della prima guerra mondiale il cargo fu requisito e il proprietario arruolato. Furono entrambi protagonisti di eroiche imprese, dal salvataggio dei resti dell’esercito serbo in rotta, al trasporto delle campane del Duomo di San Marco, minacciate dagli Austriaci dopo Caporetto. Con la fine della Grande guerra possiamo considerare chiusa la fase eroica di Lauro. Dalla leggenda si passa alla storia: quella di una delle più potenti flotte italiane di tutti i tempi, la più grande azienda a sud di Roma. Nell’immediato dopoguerra i prezzi dei noli ebbero un’impennata, ma anche le navi costavano moltissimo, per cui fu una fortuna che un piroscafo americano, il “Lloyd”, entrando nel porto di Napoli, ebbe un terribile cozzo con un’altra imbarcazione tanto da affondare. Esso per i danni provocati fu abbandonato e fu posto sotto sequestro dalle autorità che provvidero a metterla all’asta. Il valore della nave era stimabile intorno ad un milione e la base d’asta fu fissata a trecentomila lire. Lauro aveva allora pochi soldi, ma fu folgorato da una splendida idea che fu anche in seguito il motivo della sua fortuna. Decise di chiamare tutti coloro che fino ad allora avevano lavorato con lui e gli propose di diventare soci dell’affare acquistando delle quote. Fu una formula vincente non solo in quella occasione ma sempre, perché la compartecipazione di tutti, dal capitano all’ultimo mozzo, fa sì che tutti s’impegnino allo spasimo affinché le cose vadano nel verso giusto.

Il “Lloyd” si riuscì, anche se in maniera rocambolesca, ad acquistare per cinquecentomila lire e fu ribattezzato “Iris”. Cominciarono a credito i lavori di ristrutturazione, seguiti giorno e notte da Lauro, il quale si trasferì a vivere sulla nave con un modesto lettino di ferro che gli fungeva da giaciglio.

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Antonio

Ante actium -il destino di un guerriero

Scritto da Antonio

Antonio ha scritto 41 articoli.

Opera prima di Fabio Sorrentino,scrittore ventisettenne napoletano, è indirizzato a chi ama il romanzo di ambientazione storica. Mentre è impegnato nell’acquartieramento della sua centuria, il veterano della legione XIX Lucio Fabio Silano riceve uno strano e misterioso papiro che lo costringerà a lasciare immediatamente i suoi compagni d’arme per partire alla volta di Brundisium.Il giovane console Ottaviano richiede frettolosamente la sua presenza per affidargli un’importante e delicata missione, ai limiti del realizzabile.Un destino beffardo e crudele scaraventerà il “molosso di Cesare” in un lungo e insidioso viaggio verso la lontana Alessandria d’Egitto.Accompagnato nel suo avventuroso percorso da un vecchio mercante greco dal passato a dir poco burrascoso e dal suo equipaggio di giovani e scaltri cartaginesi, il valoroso soldato romano abbandonerà in breve tempo le coste italiche per andare incontro al volere degli dei.Tra traversate marittime, lunghe marce estenuanti, intrighi politici ed assassini, Silano attraverserà la Grecia filo-Antoniana, raggiungendo le regioni più interne e impervie dell’ Anatolia… L’epopea di un uomo che porterà a termine un’impresa destinata a cambiare per sempre le sorti della gloriosa Roma.Un gran bel libro acquistabile al prezzo di 15€.

Antonio

La cena

Scritto da Antonio

Antonio ha scritto 41 articoli.

Due coppie sono a cena in un ristorante di lusso. Chiacchierano piacevolmente, si raccontano i film che hanno visto di recente, i progetti per le vacanze. Ma non hanno il coraggio di affrontare l’argomento per il quale si sono incontrati: il futuro dei loro figli. Claire è sposata con Paul ed hanno un unico figlio quindicenne, Michel. Serge Lohman, marito di Babette, è un politico famoso, candidato primo ministro alle imminenti elezioni politiche, padre di tre figli, di cui uno, proveniente dal Burkina Faso, adottato generosamente dalla coppia. Si sono dati appuntamento per parlare di argomenti familiari scottanti. Apprenderemo nel corso della cena, che i loro figli sono coinvolti nel ferimento e uccisione di una senza tetto che si era rifugiata in una cabina bancomat e che i ragazzi, inquadrati dalle telecamere di sorveglianza, hanno colpito ripetutamente. I video non hanno consentito alla polizia di riconoscere i ragazzi, ma i loro genitori sanno che sono loro i colpevoli dell’odioso delitto.Questa in sintesi la storia, che si dipana dall’aperitivo alla conclusione della lunga serata, intervallata da lunghi flashback che ci dicono molto dell’infanzia dei ragazzi, dei problemi dei loro genitori, della violenza che sottende tutto il narrato. Paul Lohman, professore di storia in pensione anticipata, è un uomo dentro cui si agitano pulsioni violente che lo spingono, in parecchie occasioni, ad atti insani. La moglie Claire, pur di conservare la compattezza del nido familiare, è disposta a coprire il figlio fornendogli alibi psicologici e fisici. Babette è ambiziosa ed attenta all’immagine pubblica del marito, che non è disposta a distruggere. Un quartetto di ipocriti, disonesti moralmente, pronti a coprire un grave misfatto per conservare una parvenza di famiglia felice e consentire un futuro normale ai figli. Intorno a loro le comparse di un ristorante alla moda: maitre, proprietario e cameriere del locale sembrano essere il pubblico ideale di un dramma sociale e familiare che si svolge di fronte ai loro occhi curiosi e maligni. La società olandese che l’autore ci presenta, nella sua espressione borghese, è di uno squallore etico quasi eccessivoL’autore non perdona nessuno dei suoi personaggi, anzi, mentre sembra talvolta proteggerne qualcuno, ce ne rivela poi gli aspetti più negativi nelle pagine successive. Una narrazione stringente, un ritmo incalzante, alternato a sapienti pause, tese a rallentare la tensione. Un romanzo originale, duro e realistico… da non perdere.
Sheda libro
Titolo: La cena
Autore:Herman Koch
Prezzo: € 16:00

Antonio

Il nipote del Negus

Scritto da Antonio

Antonio ha scritto 41 articoli.

In quest’ultimo libro di genere storico(Non è Montalbano il protagonista del nuovo libro di Andrea Camilleri) si narra di un nipote del Negus etiopico Haileè Sellassiè che negli anni 1929-1930, frequentò a Caltanissetta la Regia Scuola Mineraria presso la quale si diplomò perito minerario nel 1932. Qui finisce “la verità” e da qui inizia la fantasia! Lo sfondo storico fa da fondale alla rappresentazione teatrale della vicenda, ma i fatti, i personaggi, sono frutto esclusivo dell’inventiva dello scrittore. Tra le righe entriamo da spettatori in una sorta di film in 3D, ci sembra di rivivere, certo in toni farseschi e burleschi, situazioni quasi reali ed attuali e non già fantasmi del passato ormai desueti. Come non ridere con un retrogusto amaro agli ossequi inverecondi verso i superiori, ai titoli onorifici così ridondanti ed enfatici, alla supponente grandeur di una nazione piccina piccina. Con sarcastica vis Camilleri ci presenta una verità storica in modo talmente burlesco da risultare falsa e una falsità storica così pronunciata da risultare vera. E’ il gioco degli inganni di chi si crede furbo e s’inganna e a sua volta viene ingannato. L’intreccio ricorda una novella boccaccesca, tra intrighi ed intrecci amorosi, tra ragion di stato e convenienze personali, tra vizi confusi con desideri in un carosello umano più farsesco che reale. Camilleri ci diverte e ci delizia, ma forse avremmo voluto ridere meno su noi stessi, su quello che siamo stati e siamo, perché c’è poco da ridere quando i sogni dei più vengono meno. Un libro da leggere…assolutamente!
scheda libro:
titolo:Il nipote del Negus
Autore:Andrea Camilleri
Editore:Sellerio Editore Palermo
Prezzo: €13,00

marisa

un pò di Noir…

Scritto da marisa

marisa ha scritto 7 articoli.

Un po’ di “noir” è sempre assai intrigante…

libro

E’ un genere letterario narrativo relativamente recente, nato in Francia il secolo scorso, figlio della commistione tra il Romanzo d’appendice, il romanzo criminale, il romanzo sociale ed è fortemente imparentato con il romanzo poliziesco, figlio del naturalismo.

È consuetudine annoverare tra i primi esempi di romanzo noir opere della grande letteratura d’oltralpe come Il conte di Montecristo (1844-1845) di Alexandre Dumas, I misteri di Parigi (1842-1843) di Eugène Sue e I miserabili (1862) di Victor Hugo. Specchi di una società in piena mutazione, questi romanzi sono imperniati sulle vicende di individui travolti dagli eventi della storia, sovente giocate su temi forti come la vendetta, l’ingiustizia sociale o la rivalutazione delle classi diseredate.

Nel corso degli anni Trenta e Quaranta del XX secolo Georges Simenon insinuò all’interno della serie poliziesca del commissario Maigret alcuni elementi caratteristici del romanzo noir. Simenon indaga le motivazioni e i comportamenti di individui sovente al margine della società, cercando di decriptare i meccanismi psicologi che li inducono a porsi fuori dalla legalità. In tal senso, diversi romanzi di Simenon sembrano preannunciare la tematica della deriva sociale, ponendo le basi su quello che del Noir maggiormente intriga chi scrive e ne è appassionata: lo studio delle personalità dei protagonisti, gli ambienti storici e sociali in cui si svolgono le vicende, l’analisi dei comportamenti. Alla fine questi romanzi finiscono con l’essere uno specchio della società. Se poi andiamo a rileggere vecchi casi giudiziari analizzando il diverso impatto che nel tempo hanno avuto nei confronti dell’opinione pubblica, fino ad arrivare ai processi mediatici contemporanei, ne viene fuori una fotografia realistica della società dell’ultimo secolo, anzi degli ultimi due secoli di storia e di cronaca, se vogliamo partire dall’omicidio irrisolto del papà di Giovanni Pascoli, nel lontano 1867.

Ogni giorno nel mondo si verificano circa 1500 omicidi; in Italia sono in aumento i cosiddetti omicidi ” di prossimità”, ossia quelli che colpiscono i familiari o gli amici intimi. Presumibilmente la causa è legata alla frustrazione, all’instabilità mentale, e quindi all’incapacità di superare eventi stressanti o dolorosi; l’omicida non trova altra soluzione alla morte di chi considera la causa del suo disagio, agendo spesso in preda al cosiddetto raptus…

Da non Perdere:

La Trilogia di Millennium di Stieg Larsson, ovvero:

La ragazza che giocava col fuoco

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Uomini che odiano le donne”; ” La ragazza che giocava con il fuoco”; “La regina dei castelli di carta”. Editore Farfalle Marsilio.

 

Si tratta di tre volumi che tengono il lettore praticamente emozionato col fiato sospeso dall’inizio alla fine ; una storia che si intreccia con altre storie via via più intriganti,drammatiche, ricche di serrati colpi di scena sullo sfondo del Mar Baltico. E’ un vero caso editoriale,anche perché l’autore è morto improvvisamente appena terminata la Trilogia.

 La protagonista assoluta è lei : Lisbeth Salander  , giovane intelligentissima hacker, la donna che” odia gli uomini che odiano le donne”; è un personaggio che, nella sua intransigente drammaticità cattura e commuove il lettore; Stieg Larsson l’ha resa indimenticabile, unica, ricca di risvolti terribilmente umani, talvolta teneri; passa nei tre volumi che ce l’hanno fatta conoscere assolutamente leggera ” impeccabilmente competente, socialmente irrecuperabile”. Accanto a Lisbeth spicca il giornalista della  rivista Millennium, Mikael Blomkvist: come lei è l’uomo che non accetta compromessi e racconta nei suoi articoli verità che fanno tremare il mondo occulto dei servizi segreti, e il governo svedese.

 Una storia da non perdere; un noir a pieno titolo perché oltre ad essere un triller, è una intelligente descrizione della società di oggi in cui trame occulte e servizi segreti imperversano, come vedremo proseguendo nel nostro viaggio, anche in storie e cronache di delitti irrisolti di casa nostra.

Dietro al delitto… 

Una serie di libri, uno più accattivante dell’altro: Dietro ogni storia c’è sempre il racconto di qualcosa che è accaduto nella mente umana, la quale all’improvviso o lentamente, per gradi, è andata verso un punto di non ritorno, ovvero il delitto. Storie che raccontano i grandi casi giudiziari di cronaca nera, risolti o ancora irrisolti e spingono il lettore ad interrogarsi sull’enigma che possa indurre una persona a compiere atti anche atroci apparentemente inspiegabili. Siamo spesso sconvolti da crimini compiuti anche da giovanissimi spesso in compagnia di coetanei; la violenza si abbatte improvvisa e scatenata su genitori, figli, sconosciuti scelti a caso, e più volte non si è in grado di dare risposte alla domanda su quale sia il confine tra volontà consapevole di compiere il male e follia accecante.

Chi sono i serial killer, questi soggetti ossessivi sempre in bilico tra normalità e follia, quali sono gli strumenti di cui oggi dispongono detective e magistrati per mettersi sulle tracce di questi professionisti della follia: a noi appaiono quasi” il lato oscuro del cuore umano”. Quale possa essere il punto di vista, per così dire ” interno ” delle squadre di investigatori scientifici, i RIS per i quali la scena del crimine è una mappa preziosa da interrogare, perché é quella che dà le migliori risposte quando gli specialisti sanno analizzarle e interpretarle, pure se spesso artatamente rese confuse dalla furia omicida o da invasioni di campo intempestive. Il delitto, l’innocenza, la colpa: nei libri che indicheremo di seguito potremo trovare delle vere antologie di noir, di vita.
Serie delittuose di episodi accaduti anche nel nostro paese risolti o ancora legati al dubbio, immagini anche, nella loro diversità, dell’evoluzione della cultura, della presenza o assenza di tabù sociali, del cambiamento della società..Dal caso della cavalla storna (non c’erano i RIS, solo un nitrito…) all’omicidio di Wilma Montesi che fece tremare vene e polsi alla D.C. degli anni ’50 e rimasto misteriosamente irrisolto, dal caso Fenaroli, all’omicidio di Via Poma, l’ombra dei servizi segreti appare e scompare misteriosamente. Il caso di Marta Russo, l’enigma dell’ Olgiata, l’omicidio nella comunità di San Patrignano, il caso del Mostro di Firenze, la banda dei sassi dell’autostrada, il caso di Novi Ligure, la storia infinita di Cogne, queste ed altre ancora le vicende tristi e ingombranti sulle quali riflettere e ragionare. Storie raccontate senza morbosità,crude, quasi ci inducono a sperare che “Ci si trovi di fronte a un maestro del noir” ( Corriere della sera).Siamo inevitabilmente attratti dal delitto, non nel senso che chiunque di noi potrebbe commetterlo, ma siamo sopraffatti dallo stupore e dalla curiosità, e contemporaneamente alla ripulsa per i comportamenti più efferati, ci inchioda alla lettura la domanda ” Perché?”.

Ecco i consigli per gli acquisti:

• “Delitti” di Vittorino Andreoli-ed Rizzoli

• “Delitti Imperfetti-”Atto 1° e Atto2° di Luciano Garofano-ed Marco tropea

• “Crimini” di Ammaniti, Camilleri, De Cataldo, Faletti….ed Einaudi

• “Grandi delitti italiani risolti o irrisolti” ANDREA Accorsi-Massimo Centini Newton Compton Editori

• “Serial Killer“di Carlo Lucarelli- Massimo Picozzi ed Mondadori

• “Cronaca Nera” di Massimo Polidoro ed Piemmeù

 

Delitti al femminile

Cinzia Tani nel ciclo del Noir occupa sicuramente una sua posizione di prestigio per le storie di delitti realmente accaduti che ci racconta e per l’attenzione dedicata alle donne che, da sole o in coppia sono state vittime o carnefici della follia omicida.

Con una prosa ed uno stile asciutti, da cronista giudiziario, l’autrice racconta sei secoli di “nera”riuscendo a calarsi nell’animo  e nelle menti di follie omicide più tortuose ed affascinanti di quelle maschili; quasi ce ne svela l’incomprensibile mistero.

Affronta altresì casi  emblematici nei quali l’intensità del rapporto tra  un uomo e una donna conduce alla morte violenta; ripercorre, quasi come un’analista le tappe che segnano le vicende di legami malati fin dall’esordio, quasi sempre connotati da incontenibile sensualità,fino alla conclusione drammatica, inevitabile per le premesse, quasi l’obbligatorietà di uccidere chi si ama. Grande attenzione viene riservata alle frequenti infanzie difficili delle assassine, offrendo chiavi di lettura  e di interpretazioni interessanti e convincenti.

Londra,poi, con le sue nebbie leggendarie e spettrali, nella realtà della sua secolare , fa da sfondo a storie di sangue, amore, misteri mai svelati, da Jack lo Squartatore ad altri agghiaccianti omicidi seriali londinesi. Si presenta al lettore uno spaccato della società inglese con le sue grandezze e le sue miserie,con il suo ricco patrimonio giuridico e  le tante omissioni ed ingiustizie: la cornice più affascinante per storie misteriose che intrecciano uno dei binomi più indissolubili della Storia, della Letteratura, della Psicoanalisi : L’Amore e la Morte. Solo una scrittrice, in quanto donna, ci poteva riuscire uscendone con grande onore.

Ecco i consigli per gli acquisti:

  • Assassine“di Cinzia Tani ed Mondadori;
  • Amori crudeli” di Cinzia Tani ed Le scie- Mondadori;
  • Nero di Londra” di Cinzia Tani ed le scie- Mondadori;
  • Coppie Assassine” di Cinzia Tani ed Mondadori.

Ancora sul tema delle donne che uccidono, non può mancare la lettura del libro di Rossella Simone e Ermanno Gallo “L’amore assassino”, edito da Piemme. Racconta, cercando tra le righe delle cronache , risposte che superino tanto l’orrore quanto l’ipocrisia che si cela dietro il gesto forse più orribile dell’essere umano: l’assassinio di un bambino. Se nell’immaginario collettivo la neomamma è sempre felice, il bimbo è un bellissimo bambolotto che dona solo gioia, accade invece spesso nella realtà la donna si trovi da sola a confrontarsi con il proprio sfinimento fisico che segue al parto, con il timore dell’inadeguatezza, con l’aggressività in cui talvolta sfocia. Ed allora, riflettiamo, è proprio il mito falsato della maternità , vissuto senza aiuti e in solitudine, o peggio sotto gli occhi ciechi di chi non sa cogliere sintomi allarmanti, che può generare mostri, donne che uccidono la propria creatura, meditando di uccidere se stesse..troppo inadeguate e imperfette per l’immagine che la società impone.

Occhio a Faletti….

Sette anni fa esordiva in Italia Giorgio Faletti nella Letteratura Thriller mozzafiato, con il romanzo ” Io uccido”  libro coinvolgente e sorprendente, da leggere tutto d’un fiato dall’inizio alla fine; è forse un po’ troppo lungo, quanto a numero di pagine, degli altri similari romanzi, ma si divora con piacere. Il racconto è del genere thriller poliziesco, per intenderci del tipo caccia al serial killer, e lo stile narrativo è quello dei grandi romanzieri americani:  Qualche riferimento a famose sequenze narrative o cinematografiche, quali per esempio “Il silenzio degli innocenti” o “Il collezionista di ossa“, come se Faletti avesse voluto scrivere un libro che fosse una specie di collage delle sue esperienze sui libri o al cinema. Tuttavia, l’assemblaggio di trame  dà senz’altro luogo ad un nuovo racconto,  originale, le cui vicende scorrono via in modo particolarmente avvincente e dinamico.

Consigli per gli acquisti:

  • Io uccido ” di Giorgio Faletti ed . Baldini…;
  • Niente di vero tranne gli occhi” di Giorgio Faletti ed. Baldini..;
  • Fuori da un evidente destino” di Giorgio Faletti ed. Baldini…;

Pizzicando tra gli scaffali…

libroPizzicando tra gli scaffali, oculatamente, con l’attenzione vigile  agli autori e alla critica, vi racconto una storiella.

C’erano una volta due amiche, Lucia e Marisa, molto legate, unite inizialmente dalla passione per lo stesso lavoro, poi, nel corso di venti anni da un affetto profondo nato dalla lealtà comune, dalla condivisione di stati d’animo, alimentato dall’allegria di momenti spensierati, dalla tristezza inevitabile dei fatti e misfatti della vita. Insieme coltivavano la passione per i libri gialli: l’uscita in edicola del Giallo Mondadori era per loro un momento solenne… insieme lo celebravano. Cominciarono poi, vuoi per economia, vuoi per curiosità, a darsi alla ricerca sulle bancarelle dei vecchi gialli dei grandi autori… più il libro era datato, più se lo leggevano e se lo commentavano con religione. Iniziarono quindi  ad attivarsi nel commercio dei gialli usati… una volta al mese portavano alle bancarelle i loro bustoni di libri letti e ne prendevano altri. Si scambiavano visite e omaggi di bustoni di usati… spesso facendosi partaccioni perché l’una portava all’altra libri già letti. Insomma tutto un gioco che ruotava intorno al Giallo Mondadori… Tutte e due, con un po’ di sfalsamento negli anni si ammalarono dello stesso male, quello che rende galantemente omaggio al seno delle donne.. Lucia non ce l’ha fatta e non c’è più.. Marisa sta qui, ha una grande nostalgia della sua amichetta,  non tocca più un Giallo Mondadori, ma continua a divorare libri a caccia dell’assassino.

E allora facciamoci una passeggiata tra gli autori migliori di colore e genere giallo-noir, legal thriller e varie… le scelte sono oculate e per nulla casuali.

Alessandro Perissinotto, leggero e piacevole nello stile, mina pagina dopo pagina le certezze del lettore intrecciando il tessuto della buona società con le trame dell’emarginazione sociale; la protagonista delle storie,Anna Pavesi, che si trova sempre casualmente ad indagare, ci porta dietro le trame oscure dell’omcidio dove nasce, come l’ha definita Francesco Guccini “una piccola storia ignobile”, per niente seriale, molto individuale. Non sfugga al lettore la simpatica individualità di Morgana, la gatta di Anna..

Tre autori Valerio Varesi, Luigi Guicciardini, Marco Vichi, presentano altrettante figure di commissari di polizia dai risvolti umani, che hanno un occhio di riguardo per i deboli e gli sconfitti, e cercano instancabilmente la verità. L’inchiesta raccontata da Luigi Guicciardini è incandescente e sconcertante, quella di Valerio Varesi privilegia il lento costruirsi della storia nell’atmosfera padana; il commissario Bordelli di Marco Vichi è un simpatico fiorentino, umanamente stanco, professionalmente infaticabile e testardo.Gli stili dei tre autori sono asciutti, concreti, senza sbavature; sono romanzi di classe.

Sebastian Fitzek ci regala un thriller noir veramente insolito e da leggere tutto d’un fiato, con finale a grande sorpresa, solo in Germania ha venduto oltre 200.000 copie in pochi mesi, si tratta di un genere abbastanza nuovo ed originale il libro è ” La terapia“.

Del grande Steve Martin, la cui bravura nel legal thriller è assolutamente indiscutibile, mentre il suo Paul Madriani incanta il lettore ricordiamo ” Chiamata in giudizio”; come, appartenente allo stesso genere non si può assolutamente perdere l’ultimo libro di Scott Turow ” Prova d’appello” che induce ad interrogarsi sul senso della legge, sulle insidie del sistema giudiziario,sulle fratture dure da sanare che vengono fuori nell’applicazione rigida del sistema giudiziario mentre si cerca la giustizia. Di grande attualità.

Un John Grisham fuori dai suoi schemi che ritorna in Mississippi, dove è cresciuto ed ha ambientato il suo primo romanzo, si impone con ” L’ultimo giurato“; per qualche ora ci porta via da tutto..ma si sa è lui, con i suoi temi di conflitti sociali, razziali, individuali che incrociano destini e coscienze dei protagonisti e dei lettori.

Consigli per gli acquisti:

  • Una piccola storia ignobile” di Alessandro Perissinotto-ed. Rizzoli;
  • L’Orchestra del Titanuc” di Alessandro Perissinotto-ed Rizzoli;
  • Mani vuote ” di Valeri Varesi-Mondadori ed Frassinelli;
  • Il commissario Bordelli” di marco Vivhi-ed TEA
  • Senza rimorso” di Luigi Guicciardini ed Hobby e Work;
  • Occhi nel buio” di Luigi Guicciardini- ed Hobby E Work;
  • La terapia” di Sebastian Fitzek-ed Rizzoli;
  • Chiamata in giudizio” di Steve Martini ed Longanesi;
  • Prova d’appello“di Scott Turow-ed Mondadori
  • Prova schiacciante” di Steve Martini -ed TEA;
  • L’Ultimo giurato ” di John Grisham-ed Mondadori.

Da non perdere…Assoluzione ” di Antonio Monda, edito da Mondadori:

E’ la storia di un giovane avvocato napoletano che riesce ad entrare nello studio legale del Professore, il più grande penalista della città..Impara tutto da lui con fatica e voglia inarrestabile di sapere. Arriva a conoscere orgogliosamente e con grande sofferenza, attraverso una storia ricca di umanità, il senso ultimo del diritto….Napoli fa da cornice e sfondo al bellissimo romanzo.

Quando la drammaticità della storia diventa cronaca…

La “notte della repubblica “  è raccontata in un noir magistrale. Si tratta di un “romanzo criminale” su una delle pagine più insanguinate della storia d’Italia. La strage di Bologna del 2 agosto 1980 ha segnato la vita di un uomo, oggi bancario trentenne, il cui padre risulta scomparso nell’esplosione.

A distanza di molti anni il passato ritorna in tutta la sua drammaticità quando un uomo viene ucciso in una strana rapina nella banca dove lui lavora. Pochi giorni dopo riceve un misterioso biglietto..mentre ancora ignora di essere spiato dagli  uomini dell’ Onorevole, una grande eminenza grigia della politica, un manovratore.”Un noir”solo nell’impianto che si misura con le spinose questioni irrisolte della politica italiana, per il resto un nuovo documentato “Romanzo criminale”.

 

Da non perdere: “Il tempo infranto” di Patrik Fogli-ed Piemme.

 

Ancora due libri scritti da magistrati che meritano l’attenzione in quanto né giustizialisti senza freni, né preda del delirio di onnipotenza comune a molti della loro talvolta discutibile casta. Onesti e sereni indagatori della verità, pur assai diversi per età e modalità di scrittura, sono Ferdinando Imposimato  e Raffaele Cantone. Il primo prova e riesce a bucare anni di silenzi sul rapimento di Aldo Moro, essendosi occupato dell’inchiesta. Dimostra che non è vero che la morte di Moro non si potesse impedire, e mette a nudo uno dei punti nevralgici più fragili della nostra democrazia: esistono troppe cose non dette, Moro sapeva troppo e doveva morire…

Raffaele Cantone racconta dieci anni all’antimafia napoletana, tra indagini, processi, una vita blindata dalle minacce. Lo ha fatto realmente “ solo per giustizia”, conducendo una battaglia che non vanta toni eroici o missionari, ma risvolti molto umani e semplici. Lo scrittore fa i conti con la vita privata, allorché deve spiegare ai propri bambini che i compagni non parteciperanno alla loro festa perché i genitori temono ritorsioni camorristiche…Anni spesi per combattere l’Impero di Gomorra..A proposito, tutti hanno letto il best seller di Saviano. E, pure nella diversità di genere, non regge il paragone. Al di là dell’impianto molto solido sotto l’aspetto contenutistico ed originale nonché di analisi  puntuale e onesta, si fa davvero una grande fatica a leggere le frequenti sgrammaticature, la sintassi poco scorrevole, una lingua, tutto sommato da liceale sufficiente dell’autore di Gomorra.

 Da Imposimato e Cantone deriva, al contrario, il piacere puro della lettura, la lingua utilizzata è un  valore aggiunto ai contenuti e dona loro una bella componente emotiva per il lettore.

Da non perdere:

Doveva morire” di Ferdinando Imposimato – Sandro Provvisionato-ed Chiarelettere

Solo per giustizia” di Raffaele Cantone ed. Mondadori

L’orco della porta accanto: il caso di Natasha

Un caso che nell’agosto 2006 ha provocato a Vienna, dove è accaduto, e nell’intera Europa emozioni e reazioni forti. Natascha Kampusch viene ritrovata, perché riesce a scappare,  dopo otto anni in cui il suo rapitore l’ha tenuta segregata per in un sotterraneo di cinque metri quadri. Natascha ha ormai 18 anni: commozione intensa e sollievo per lei, ma nel contempo sgomento e inquietudine di fronte alla lucidità e sicurezza ostentate dalla ragazza.  Non si definisce “vittima”, né disprezza il suo rapitore; ha avuto alcune occasioni precedenti di fuga, eppure non lo ha fatto. Che succede nella mente di una bambina rapita alla famiglia e riportata alla società  ormai donna? Forse solo se cerchiamo di metterci nei suoi panni di bambina terrorizzata e disperata, ma decisa a sopravvivere,  possiamo avvicinarci al vero .E’ sindrome di Stoccolma il suo attaccamento per il rapitore? Con il contributo di psichiatri ed esperti questa vicenda, i cui echi sono destinati a durare nel tempo, (rinfocolati dagli orrori di Marcinelle)  affascina, commuove, terrorizza.

 L’Orco può vivere in mezzo a noi, e noi cosiddetti normali,  raramente  abbiamo gli strumenti per identificarlo.

 

Da non perdere: “Natascha, otto anni con l’orco” di Allan Hall e Michael Leidig-ed Sperling e Kupfer

 

I Grandi Misteri d’Italia…

DELITTO DI VIA POMA:L’OSTINAZIONE CATTIVA MAESTRA.RISCHIA PROCESSO IL FIDANZATO DI SIMONETTA CESARONI

La procura di Roma, dopo 19 anni di indagini sbagliate, si avvia alla creazione di un nuovo mostro e ad un probabile errore giudiziario.

Per l’omicidio di Simonetta Cesaroni, l’impiegata dell’associazione degli ostelli della gioventù, massacrata con 30 coltellate nell’ufficio di via Carlo Poma a Roma, la magistratura romana si appresta a rinviare a giudizio il suo ex fidanzato, Raniero Busco, 44 anni. Secondo la procura, infatti, ci sono gli elementi per processarlo e per questo ha chiuso le indagini e ha depositato gli atti in base a quanto previsto dall’articolo 415 bis del codice di procedura penale, la prassi che anticipa la richiesta al gup di processare l’indagato.

Omicidio volontario è il reato per il quale Busco rischia di finire sotto processo. Sulla base di indizi labilissimi.

L’ultimo si basa sul morso trovato sul seno sinistro di Simonetta e lasciato, secondo gli esperti, al momento dell’omicidio. Questo morso sarebbe, ATTENZIONE, solo “compatibile” con l’arcata dentale di Busco. Ma che significa COMPATIBILE? Soltanto che si tratterebbe di un morso umano, forse maschile. Nulla di più. L’accertamento tecnico, svolto da due medici legali e da due chirurghi dentisti, è infatti consistito nella sovrapposizione dell’impronta dei denti dell’indagato non con il morso (esperimento impossibile), ma con le IMMAGINI del morso. Senza contare che l’arcata dentale muta nel tempo e quella di Busco quando aveva 25 anni non può essere uguale a quella di Busco a 44.

Secondo indizio, anche questo di una labilità stratosferica: il Dna estrapolato da una traccia di sangue commisto trovata sulla porta dell’appartamento dove fu massacrata Simonetta. Per gli esperti questo reperto “non permette di escludere, né di confermare la presenza del materiale genetico di Raniero Busco”. Anche qui siamo nell’ambito della COMPATIBILITA’. Ossia nell’affermazione che quel sangue è sangue. Ma di chi?

Terzo indizio: l’ex fidanzato di Simonetta finì sotto inchiesta due anni fa dopo la scoperta (tardiva) di una traccia della sua saliva sul corpetto che indossava la ragazza quando fu uccisa. Dal momento che quella saliva non è databile, c’è da stupirsi che tra due fidanzati avvengano effusioni che lasciano la saliva dell’uno sulla biancheria dell’altra?

Quarto indizio: anche sul suo alibi la procura nutre perplessità. Busco ha sempre sostenuto che al momento del delitto era con un amico, ma questi negò affermando che quel giorno era al funerale di una parente. Non avere un alibi può costituire una prova di colpevolezza? Basta questo per mandare a processo una persona?

Senza tenere conto di un elemento cardine. Gli investigatori quando arrivarono sulla scena del crimine trovarono il luogo dove si trovava il cadavere di Simonetta completamente ripulito del sangue della vittima, circa tre litri. Che interesse avrebbe avuto Busco, che nulla legava alla scena del delitto, a perdere tempo per ripulire del sangue la stanza? Pulisce il luogo del delitto, magari con l’intenzione di spostare il corpo della vittima, solo chi non ha alcun legame con il delitto se non il luogo. Ma Busco era, in quanto fidanzato, il primo sospettato possibile. E a legarlo a Simonetta non era certo il luogo, ma il suo legame affettivo.

A novembre di quest’anno Simonetta avrebbe compiuto 40 anni. Per la sua morte sono stati tanti e tutti sbagliati i personaggi finiti nel mirino degli inquirenti e tante le ipotesi che hanno fatto da sfondo a un delitto scaturito quasi certamente da un raptus di follia.

I primi accertamenti si incentrarono su Pietrino Vanacore, portiere del palazzo di via Poma e Federico Valle, nipote di un vecchio architetto che abitava in quell’edificio. Furono prosciolti nel 1993, il primo dall’accusa di favoreggiamento (aver ripulito la scena del crimine) il secondo da quella di omicidio, dal gup Antonio Cappiello e la decisione divenne definitiva nel 1995 dopo il ricorso alla Corte di Cassazione.

marisa

‘IL RICATTO’ – JOHN GRISHAM ed. MONDADORI

Scritto da marisa

marisa ha scritto 7 articoli.

Il RicattoTrovandosi costretto a commettere un crimine per nasconderne un altro, un promettente studente di legge si rende conto che la sua carriera e la sua liberta’ sono in pericolo. Ecco il nocciolo drammatico di Il Ricatto, il nuovo romanzo di John Grisham, che resta il piu’ ingegnoso e fortunato scrittore di legal thriller; ovvero l’ex penalista che ha scalato le classifiche dei best seller internazionali con Il Socio, Il Rapporto Pelican, Il Cliente e tanti altri romanzi, divenuti anche film di successo.

Protagonista della nuova vicenda – che ovviamente non va rivelata per intero al lettore – e’ Kyle McAvoy, cresciuto nello studio legale del padre nella cittadina di York, in Pennsylvania. Intelligente e di bell’aspetto, e’ anche direttore della rivista della scuola di legge. Ma nel suo passato c’e’ un segreto e quando alcuni loschi personaggi lo avvicinano annunciandogli di avere le prove del suo coinvolgimento in uno stupro di gruppo negli anni del college, Kyle avverte la sgradevole sensazione di non essere piu’ l’unico padrone del suo destino. Gli uomini che lo hanno contattato affermano di essere agenti dell’FBI. Ma a poco a poco il colloquio assume contorni ambigui, soprattutto quando entra in scena il sedicente detective Bennie Wright, che, minacciandolo di rendere pubblico un video compromettente, lo costringe a piegarsi alla sua volonta’. Ben presto i giochi saranno a carte scoperte. I ricattatori, in realta’, agiscono per conto di un misterioso committente interessato a una causa che vede due importanti societa’ darsi battaglia. Kyle, semplicemente, dovra’ fare cio’ che sogna ogni giovane avvocato: accettare l’offerta di lavorare a New York nel piu’ prestigioso studio legale del mondo, che gli ha offerto un impiego strapagato. Questo gli consentira’ di passare ai suoi ricattatori preziose informazioni riguardo al contenzioso in atto. Ribellarsi al diabolico meccanismo che rischia di stritolarlo significherebbe invece ridare un senso al suo codice etico e mettersi una volta per tutte alla ricerca della verita’, anche su se stesso. Quale strada scegliera’ il giovane Kyle? La vicenda e’ sufficientemente intricata per reggere le 390 pagine del libro; il ritmo e’ quello di un maestro del racconto; e come sempre si impara qualcosa di piu’ degli Stati Uniti e del loro costume legale e politico.

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