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Molto più di un thriller scritto da un autore agli esordi, Il Suggeritore di Donato Carrisi è una storia che non dà tregua, si legge d’un fiato, sul genere che raramente abbiamo riscontrato in un autore italiano.

Difatti è come se Carrisi avesse voluto sfidare sul loro stesso piano scrittori d’oltre oceano ambientando la sua storia in un paese, che non è definito ma sicuramente richiama gli Stati Uniti e sa molto di “villaggio globale”. Il vero protagonista è un serial killer del tutto nuovo che accompagna e precede le azioni della squadra investigativa, ed è di volta in volta, quasi pirandellianamente “colui che lo si crede essere”, tanto cambia faccia e identità con astuzia e intelligenza folle ad ogni nuovo avvicinarsi dei poliziotti. Costringe ogni volta chi indaga a guardarsi dentro, nel buio dell’anima, a mettersi in discussione in gioco di incubi celati in una continua sfida. I delitti sono atroci perché riguardano bambini: ne sono scomparsi sei .A indagare è una squadra oltremodo singolare: ogni membro ha una propria debolezza, un trauma, un segreto; procedono fianco a fianco, accompagnati da correnti di antipatie personali, simpatie, feeling, sospetti..A guidarli è il criminologo Goran Gavila, affiancato dall’investigatrice Mila Gavez, una specialista nel ritrovamento di persone scomparse, una donna che segue l’istinto, si infligge ferite ad ogni fallimento che avverte come una colpa personale..Tra colpi di scena e personaggi complessi, la tensione del libro è al massimo, senza pausa, tra azioni sorprendenti che si susseguono a ritmo accelerato. Lo svelarsi è, ovviamente, nel finale, totalmente inaspettato, in un colpo di scena che consentirà solo all’ultimo istante al lettore di tirare il fiato.