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Antonio

3 arresti per furto di identità: truffe da 2 milioni

Scritto da Antonio

Antonio ha scritto 40 articoli.

Sgominata dalla guardia di finanza una vera e propria associazione per delinquere che attraverso furto di identità avrebbe commesso truffe ai danni di cittadini, banche e società per oltre 2 milioni di euro. Tre persone arrestate.
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Antonio

Falsi incidenti sulle strade

Scritto da Antonio

Antonio ha scritto 40 articoli.

Ancora una volta i soliti “furbetti del quartierino “cercano di fregare il prossimo. Si perchè simulare incidenti automobilistici non è solo truffa ai danni delle compagnie di assicurazione ma un’azione ignobile che va a discapito dell’intera collettività. Ci si lamenta spesso dei rincari delle tariffe assicurative ma se se ne cercano i motivi ci si accorge che per colpa di pochi (i soliti noti) siamo costretti a pagre noi tutti. Associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al falso: è questa l’ipotesi di reato sulla quale sta indagando la Procura di Bari in merito a delle presunte false denunce di incidenti, avvenuti sulle strade di Bari e provincia, per via di marciapiedi sconnessi e buche.
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Sabato 17 e domenica 18 aprile, in tutt’Italia, le attiviste e gli attivisti di Amnesty International prenderanno parte a una mobilitazione per chiedere la sospensione e revisione del “Piano nomadi” di Roma.

Agrigento, Ancona, Cagliari, Catania, Forlì, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pesaro, Piacenza, Reggio Calabria, oltre a Roma, sono solo alcune delle città in cui sarà possibile sottoscrivere l’appello di Amnesty International indirizzato al Sindaco e al Prefetto di Roma. L’elenco completo è disponibile online.

All’invio di appelli stanno prendendo parte molte altre Sezioni Nazionali di Amnesty International. Dall’11 marzo, data in cui è stata lanciata l’azione internazionale per sospendere e rivedere il “Piano nomadi”, sono state raccolte oltre 62.000 firme (un decimo delle quali in Italia).
Da molto tempo i rom in Italia subiscono discriminazioni e negli ultimi anni gli sgomberi forzati sono diventati più frequenti. Con l’adozione del “Piano nomadi”, che prevede la chiusura di oltre 100 campi di Roma, migliaia di rom sono a rischio di violazioni dei diritti umani.
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CS038: 15/04/2010

Amnesty International chiede al governo di Kabul di rispettare gli obblighi nazionali e internazionali in tema di amministrazione della giustizia e garantire i diritti relativi al giusto processo ai nove operatori di Emergency (sei afgani e tre italiani) attualmente detenuti in Afghanistan.

Le autorità afgane devono rendere note ai detenuti le ragioni dell’arresto e ogni eventuale accusa nei loro confronti; devono farli comparire prontamente di fronte a un tribunale competente, anche per consentire loro di contestare la legittimità della detenzione; devono sottoporli a un’incriminazione fondata oppure rilasciarli. Nel caso in cui i detenuti siano incriminati, dev’essere garantito loro un processo equo dinanzi a un tribunale indipendente e imparziale, come stabilito dall’art. 14 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, che l’Afghanistan ha ratificato nel 1983.

Amnesty International è preoccupata per le notizie secondo cui, nonostante Emergency abbia nominato degli avvocati per assistere i detenuti, questi ultimi non siano stati in grado di incontrarli. Le autorità afgane devono rispettare il diritto alla difesa, come formulato dalla Costituzione del paese e dal già citato Patto internazionale; devono, inoltre, consentire con urgenza al Comitato internazionale della Croce rossa e alla Commissione indipendente afgana per i diritti umani di incontrare i detenuti.

Le autorità afgane devono anche permettere contatti regolari tra i detenuti e le loro famiglie, i difensori e i colleghi di lavoro nonché, se necessario, l’accesso a cure mediche. Emergency ha criticato il fatto che dall’arresto dei nove operatori, questi non hanno potuto avere contatti con l’organizzazione. Né le autorità afgane né le forze internazionali presenti in Afghanistan hanno spiegato a Emergency le ragioni dell’arresto e della detenzione dei nove operatori.

Amnesty International è inoltre preoccupata per le notizie secondo cui alcuni degli operatori di Emergency si troverebbero in un centro di detenzione della provincia di Helmand, diretto dalla Direzione nazionale per la sicurezza (Nds), i servizi d’intelligence afgani. La tortura e i maltrattamenti si verificano con frequenza nelle strutture dell’Nds. La stessa Amnesty International e altre fonti hanno segnalato casi di persone detenute arbitrariamente in tali centri, spesso sottoposti a torture e maltrattamenti da parte del personale dell’Nds per estorcere informazioni, confessioni o denaro in cambio della libertà.

Amnesty International chiede alle autorità afgane di garantire che i detenuti siano trattati umanamente e non siano sottoposti a torture o altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

Amnesty International è rammaricata per il fatto che dall’irruzione del 10 aprile, Emergency non può più dirigere la struttura ospedaliera. L’ospedale di Emergency a Helmand è uno dei pochi centri che forniscono cure mediche nella zona ed è dunque fondamentale che continui a operare. Il governo afgano deve garantire la continuità dell’assistenza medica di emergenza ai malati e ai feriti.

Amnesty International ha sempre condannato qualsiasi attacco deliberato contro i civili e ogni attacco indiscriminato compiuto mediante esplosivo o kamikaze, in autobus, ristoranti, stazioni ferroviarie o facendo crollare edifici uccidendovi migliaia di persone. Amnesty International sta dalla parte delle vittime del terrorismo e chiede che ricevano giustizia e risarcimenti. Gli attacchi deliberati contro i civili e quelli indiscriminati costituiscono gravi violazioni dei diritti umani e crimini di diritto internazionale, contrari ai principi fondamentali di umanità. Amnesty International condanna queste atrocità e chiede che chi le ha commesse venga incriminato, processato e, se colpevole, punito. Queste procedure, in ogni caso, devono seguire gli standard internazionali sui diritti umani: questo significa che nessuna persona sospettata di essere coinvolta in attacchi del genere può essere sottoposta a detenzione arbitraria, imprigionata in carceri segrete, torturata o tenuta in detenzione a tempo indeterminato. I governi hanno il dovere di garantire che chi pianifica e commette atrocità del genere sia sottoposto alla giustizia seguendo una procedura equa.

Antonio

Ciao Raimondo …

Scritto da Antonio

Antonio ha scritto 40 articoli.

Il 15 aprile 2010 si è spento Raimondo Vianello.Così dopo averci accompagnato per sessant’anni con la sua ironia, con la discrezione che ha accompagnato tutta la sua vita ,ci ha salutato.Si è spento a 87 anni il veterano della comicità italiana.Il decesso è avvenuto intorno alle sette all’ospedale San Raffaele di Milano. Il noto presentatore televisivo, che avrebbe compiuto 88 anni il 7 maggio prossimo, era ricoverato da qualche giorno al settimo piano del nosocomio, nel reparto solventi. «Ultimamente non stava molto bene – ha raccontato di lui il giornalista Loris Mazzetti – molti amici del mondo dello spettacolo gli avevano fatto gli auguri di pronta guarigione nelle scorse settimane». I funerali si svolgerano sabato a Milano.L’attore, nato a Roma, avrebbe compiuto 88 anni il 7 maggio prossimo. Era cresciuto a Spalato, in Dalmazia, dove il padre, ammiraglio della Marina militare, era stato trasferito. Proprio per accondiscendere ai desideri di papà Guido, che per lui avrebbe voluto una carriera da diplomatico, Vianello si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza. Ma la guerra e la detenzione, a causa della sua adesione alla Repubblica sociale come bersagliere, nel campo di concentramento americano di Coltano (Pisa) – dove incontrò Ezra Pound, Dario Fo, Walter Chiari, Enrico Maria Salerno, il giornalista Enrico Ameri e il regista Luciano Salce -, lo allontanarono definitivamente dalla politica e dalle istituzioni.L’occasione buona si presentò quasi subito, nelle persone di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, che gli proposero di partecipare alla rivista Cantachiaro N°2. Qui Raimondo si distinse per il suo umorismo tagliente ma distaccato, il ruolo da superba spalla comica e lo stile elegante, che presto vennero messi a frutto nel cinemae in televisione. Il debutto sul grande schermo fu nel 1947 con una parte nei Due orfanelli di Mario Mattioli, cui seguirono in soli 21 anni (fino al 1968) un’ottantina di film da interprete e, tra il 1970 e il 1982, una quindicina da sceneggiatore. Con l’amico di mille sketch Ugo Tognazzi, poi, Vianello portò al debutto la televisione con l’irresistibile Un due tre (dal 1954 al 1959), animò lo spettacolo del sabato sera Il Tappabuchi con Corrado, condusse Canzonissima del ’69 e fu protagonista di una dozzina di programmi Rai, dai varietà ai quiz, fino a Questa sera niente di nuovo del 1981.
In quella fatidica data, con Sandra Mondaini, conosciuta nel 1958, sposata nel 1962 e diventata sua insostituibile partner anche nella vita professionale, passò alla corte di Silvio Berlusconi, diventando con Mike Bongiorno uno dei simboli della tv del Biscione. Dalle due serie di Attenti ai quei due del 1982-83 al Gioco dei 9 (1988-90), da Pressing (nove anni di ironia e competenza applicate alle domeniche calcistiche) ai Sandra e Raimondo Show, Vianello ha portato il suo umorismo di buon gusto nei palinsesti di Cologno.
Ma la “creatura” più famosa di Raimondo e Sandra resta la serie di Casa Vianello , che dal 1988 al 2008 ha portato il pubblico fin dentro le stanze dei due comici. Una sit-com piacevole e spassosa che era anche un’immersione nel garbato mondo della coppia più famosa dello showbiz italiano.Completano il curriculum di Raimondo il Telegatto del 1992 per Pressing, la conduzione del Festival di Sanremo del 1998 con Eva Herzigova e Veronica Pivetti, l’onorificenza di Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana conferitagli nel 1996 dal presidente Scalfaro e, non avendo avuto figli con Sandra, l’adozione di un’intera famiglia di filippini. Ciao Raimondo…

Maurizio

Raimondo…

Scritto da Maurizio

Maurizio ha scritto 171 articoli.

un ricordo di Raimondo Vianello, scomparso ieri…


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