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Dieci anni fa l’attacco alle torri gemelle. E il mondo cambiò…

Ero in macchina, di ritorno da Avellino per lavoro, e sentivo la radio. Ora di pranzo in italia, forse primo pomeriggio; “L’America è sotto attacco.”; tornato a casa guardavo le scene in televisione che si ripetevano, le prime quando una sola torre era stata attaccata, poi dopo un pò il secondo aereo. Le torri gemelle nemmeno le conoscevo, almeno non le avevo mai viste. Bin Laden nemmeno sapevo chi era, e in verità nessuno conosceva “Al-qaida”, e nessuno si sarebbe mai aspettato un attacco terroristico nel cuore degli Stati Uniti d’America, la nazione più potente del mondo… che da allora, e forse a causa di questo attacco, affronta oggi la più grave crisi economica con quella del ’29. E’ quasi fallita anche per i costi che la guerra in Iraq ha avuto. Il presidente era George W. Bush, oggi a distanza di 10 anni criticato per aver portato l’america in una guerra mai finita, e per avere strumentalizzato la lotta al terrorismo e portato gli Usa in guerra per assecondare interessi economici legati al Medio Oriente.

Allora invece era il momento del massimo picco delle borse, i titoli tecnologici che crescevano del 100% l’anno, tutti giocavano col “trading-on-line” comprando e vendendo azioni in continuazione, i tassi d’interesse erano alti e si investiva ancora con titoli Lehman-Brothers, tra i più piazzati dai promotori finanziari (insieme ai bond Cirio e Parmalat…). Ora è tutto finito e la gente, i “piccoli risparmiatori”, hanno perso centinaia di migliaia di euro, bruciati in pochi mesi dopo le torri…

 l’11 settembre è costato agli Stati Uniti oltre 4mila miliardi di dollari. Una cifra enorme, che ha ulteriormente innalzato il già spaventoso debito, ed eroso forse per sempre gli standard di vita degli americani. Soprattutto, l’11 settembre avrebbe introdotto nella politica alcune “disastrose cattive abitudini”, da cui difficilmente si tornerà indietro. “Per la prima volta dalla Rivoluzione americana, i costi della guerra sono stati finanziati contando in buona parte sul debito”, hanno scritto Linda Bilmes e il Premio Nobel Joseph Stiglitz, autori di “The Three Trillion Dollar War”. (Per i due economisti, soltanto le spese delle guerre in Afghanistan e in Iraq costeranno agli Stati Uniti 4 mila miliardi di dollari).

E poi ci sono gli oltre 2.700 morti, tutte persone innocenti, civili, lavoratori, impiegati, gente qualunque. E anche soccorritori, pompieri, poliziotti. E magari ci potremmo aggiungere tutti i morti delle guerre in medio oriente, che sono conseguenza diretta o indiretta dell’11 settembre… forse senza l’attacco la Casa Bianca non avrebbe avuto un pretesto sufficiente per scatenare le guerre necessarie a togliere dal potere i loro nemici…