Eluana Englaro e’ morta intorno alle 20. Lo si e’ appreso da fonti delle forze dell’ordine.
La Conferma della morte di Eluana Englaro e’ arrivata anche dalla presidente della Quiete, Ines Domenicali. “E’ morta, non so dire l’ora. Non chiedetemi altro”.
E’ stato l’anestesista Amato De Monte a telefonare a Beppino Englaro per comunicare la notizia del decesso di Eluana. Lo si e’ appreso a Udine in ambienti della casa di riposo La Quiete dove Eluana e’ stata ricoverata martedi’ scorso.
io non ho ancora una mia idea chiara sulla vicenda, anche perchè non ho ancora approfondito tutti i particolari. Ho solo capito che tra Governo, capo dello stato, media e non ultima la chiesa… hanno fatto come sempre un gran casino all’italiana. qua non si riesce a fare una discussione su un argomento serio ed importante… senza fare speculazioni “politiche” o “politicanti”, senza usarla per scambiarsi accuse. Non so altro, e sarei felice di avere qualche commento dagli affezionati visitatori del sito! a presto….
riporto un articolo dal sito sinistra-democratica.it; l’opinione di chi scrive è certamente compromessa politicamente, e quindi non sarà obbiettiva come l’argomento meriterebbe… ma come non deve essere stato obbiettivo Vespa nella sua trasmissione di ieri sera (che non ho visto…):
“Ho visto una parte dello spettacolo di Bruno Vespa dedicato al caso Englaro, solo una parte perché mi sono accorto che mi stavo mangiando il fegato e ho ben presto deciso di smettere di farmi male da solo. Vespa aveva messo in piedi uno show del tutto sbilanciato (come sempre) e dove non arrivavano i suoi testimoni ci pensava lui, forse esagerando un po’, ma con indubbia efficacia. Dopo un po’, un osservatore distratto e poco informato avrebbe capito più meno quanto segue: è in atto un complotto che è inteso a fare morire di fame e di sete una povera ragazza (le negheranno persino il pane e l’acqua, cose alle quali hanno diritto persino i carcerati), una giovane donna che morirà tra mille stenti e provando inauditi dolori. La povera ragazza in questione è in qualche modo addormentata, o forse soltanto assopita, da qualche tempo, ma se stimolata in modo acconcio segnala con precisi mutamenti delle sue attività cerebrali di provare gradimento per certe cose che le vengono offerte quotidianamente da amorevoli suorine, come qualche passeggiata in giardino e alcune affettuose carezze. La ragazza potrebbe svegliarsi di momento in momento, ed è solo la incomprensibile fretta di due genitori anaffettivi che le impedirà di tornare tra noi e costringerà i medici (che vorrebbero tanto svegliarla) a ucciderla nel sonno. I genitori, la famiglia tutta, debbono essere beninteso trattati col massimo del rispetto, ma non si può non sottolineare che si tratta di emeriti bugiardi che si sono inventati di sana pianta la storia di una antica scelta suicida della ragazza stessa, tutto il rispetto che volete, ma la verità loda iddio e bisognava pure che qualcuno avesse il coraggio di dirla .
Non mi permetterei mai di scherzare su un caso tanto doloroso, ma questo che a prima vista vi sembrerà un cattivo scherzo goliardico è veramente quanto si è cercato di far passare per la cruda, sgradevole, ma necessaria verità. Tutti i dubbi di una scienza ancora del tutto sperimentale sono stati fatti passare per verità scientifiche, e intanto il coro dei testimoni infieriva, pane e acqua, pane e acqua, pane e acqua, il gesto d’amore col quale riconosciamo l’altro come persona…
Sono, lo sappiamo tutti, deformazioni della verità, sempre odiose e inaccettabili, ancora di più in un caso come questo in cui infieriscono su due genitori provati oltre ogni dire. Eluana è da 17 anni in una condizione di stato vegetativo persistente, nessuno si è mai “risvegliato” dopo un periodo così lungo, proprio nessuno. I suoi genitori – non le streghe della foresta, non gli atei e gli agnostici razionalisti, i suoi genitori, quelli che, lo dicono i vescovi, meritano comprensione e rispetto – ci dicono che non avrebbe mai voluto che il suo corpo fosse costretto (costretto!) a sopravviverle tanto a lungo.
Ma questa farsa è solo l’inizio di una tragedia vera, quella che vedrà approvata in Parlamento in tempi brevi (i voti per farlo ci sono tutti, anche quelli di cilicio e martello) una legge sul testamento biologico che ci porterà via un altro dei nostri diritti costituzionali, quello di poter rifiutare le cure quando riteniamo che il nostro percorso terreno sia ormai concluso o quando vediamo messa a repentaglio la nostra dignità, quella che ha ispirato la nostra vita e che con la quale la nostra vita vorremmo poter concludere. Sono facile profeta se anticipo i due punti chiave di questa nuova legge in gestazione. Il primo punto riguarderà l’obbligo di rinnovare le nostre volontà reiterando la firma davanti al notaio ogni due o tre anni. Non commento neppure questo punto, ma imbarazza la sottile malizia di chi ha pensato di rendere inapplicabile la norma coinvolgendo tante brave persone come debbono certamente essere considerati i notai. Si poteva costruire una ipotesi meno malevola, istituendo un ente centrale a Roma, o forse ancora meglio a Nuoro, e richiedendo la presenza di almeno due testimoni, obbligatoriamente sempre gli stessi. Oppure si poteva prendere ad esempio l’ipotesi formulata anni or sono dal Comitato Nazionale per la Bioetica, che prevedeva la possibilità di una “obiezione di conoscenza” da parte del medico, da applicare quando il sanitario avesse qualche dubbio circa la competenza del cittadino in questione nei riguardi della medicina sperimentale o delle nuove conoscenze in tema di occultismo e di metafisica.
Ma il secondo punto è ancora più malevolo: verrà stabilito per legge che l’idratazione e l’alimentazione artificiale non sono terapie e pertanto non possono essere sospese.
Potrei dire molte cose a questo proposito, ma credo che la cosa realmente essenziale sia riferire cosa pensano di ciò gli specialisti: la medicina non è, lo sappiamo tutti, una scienza esatta, vive di consensi. E i consensi elaborati al più alto livello possibile sono, al di là di ogni ombra di dubbio, quelli delle Società Scientifiche. E allora leggete cosa ha scritto, nel gennaio del 2007, il Consiglio Direttivo e la Commissione di Bioetica della Società Italiana di Nutrizione Parenterale e Enterale:
“La Nutrizione Artificiale (NA) è un trattamento medico. La NA è da considerarsi a tutti gli effetti un trattamento medico fornito a scopo terapeutico o preventivo. La NA non è una misura ordinaria di assistenza (come lavare o imboccare un malato non autosufficiente). Come tutti i trattamenti medici la NA ha indicazioni, controindicazioni ed effetti indesiderati . L’attuazione della NA prevede il consenso informato del malato o del suo delegato, secondo le norme deontologiche. La NA è praticata in Ospedale, o anche a domicilio, se le condizioni cliniche e metaboliche del malato consentono la prosecuzione del trattamento fuori dell’Ospedale.
…. Vi sono situazioni non oncologiche in cui la NA può mantenere in vita il malato per un tempo superiore alla storia naturale della malattia. Si tratta ad esempio dei casi di stato vegetativo permanente o di patologie neurologiche degenerative o vascolari in fase particolarmente avanzata (m.di Alzheimer, m.di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, ecc.): in queste condizioni la decisione sull’opportunità di instaurare, continuare o sospendere determinati trattamenti sostitutivi /NA, ventilazione assistita, ecc.) implica una problematica più complessa, da affrontare in modo collegiale con il contributo del neurologo, del nutrizionista clinico, degli altri specialisti coinvolti, del care-giver e dell’assistente familiare. Comunque la decisione andrà presa caso per caso.
Nel caso del paziente incosciente è opportuno anche tenere conto della pregressa volontà del malato e dell’eventuale Testamento Biologico. A tale proposito si ricorda quanto affermato dal Comitato Nazionale di Bioetica sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento: “che la legge obblighi il medico a prendere in considerazione dichiarazioni anticipate, escludendone espressamente il carattere vincolante, ma imponendogli, sia che le attui sia che non le attui, di esplicitare formalmente in cartella clinica le ragioni della sua decisione”.
Dunque, questo è il consenso degli esperti: la nutrizione parenterale è una terapia, e non può essere considerata una misura ordinaria di assistenza. Poiché questo consenso degli esperti verrà completamente trascurato e al suo posto ci verrà ammannita un legge basata sul consenso dei nostri parlamentari, immagino di avere il diritto, una volta approvate queste nuove prevaricazioni, di tacciarli tutti di disonestà.
Gli show televisivi su Eluana sono davvero ributtanti, quanto quelli politici. Bravo Giorgio Napolitano che non ha fermato un processo dovuto, sia pure dopo 17 anni, alla dignità di una ragazza e allo strazio di due genitori. Un ciao a Eluana, che il Signore ti accolga finalmente in pace, e di lassù..abbi pietà di questo umano teatro, quella “pietas” che a te hanno negato e continuano a negare. Auspico una legge dignitosa per il testamento biologico affinché io, da ora, possa dire” Quando sarà venuto il momento..lasciatemi in pace e non prolungate nulla che il mio corpo non faccia da solo!”
Ora, se il Paese applica le conclusioni della Cassazione – che confermano che la volontà di Eluana era di rifiutare la vita artificiale e che questa volontà va rispettata – fa ciò che umanamente e civilmente è possibile fare di fronte al terribile dramma di questa donna e della sua famiglia. Se non lo fa, non risolve la tragedia e condanna Eluana a invecchiare incarcerata nel suo letto, senza vedere, senza sentire, senza parlare e soprattutto senza avere coscienza. In questo caso il Paese metterebbe anche pericolosamente in gioco gli stessi principi su cui ha fondato la sua esistenza e il suo straordinario sviluppo. Si tratterebbe di violare il principio della separazione dei poteri, quello giudiziario e quello politico esecutivo, che dal 1700, dalla Rivoluzione francese in poi, ha scritto la storia delle democrazie nel mondo e segnato la fine degli imperi e i governi assoluti. E’ importante che la gente, che oggi è comprensibilmente confusa dalle tematiche toccanti e incerte della morte, sappia comunque che se vedessimo che la politica prevarica la giustizia , sarebbe davvero preoccupante per il futuro.
Prof Veronesi
purtroppo io penso che viviamo in un paese dove si vive sempre sull’onda dell’emozione. Questa ragazza viveva o non viveva in questo modo da 17 anni e come lei tanti altri e non gliene fregava niente a nessuno ma come è arrivata agli onori della cronaca tutti si sono incominciati ad azzuffare come spinti da un grande amore per lei per la vita o per la difesa della loro popolarità.Forse prima di esprimere un opinione avevano visto i sondaggi. Perchè tutti insorgono per salvare una non vita e la chiesa non dice niente che si vorrebbe far chiedere ai medici il permesso di soggiorno agli extracomunitari? Forse pensano che quello si sarebbe accanimento terapeutico? Stiamo vedendo delle cose disgustose
le parole di Umberto Veronesi: chi più di lui si é battuto per la Vita e ha visto da vicino le persone morire???”La legge che si vorrebbe approvare in urgenza non ammette la possibilità per i cittadini di rifiutare l’idratazione e nutrizione artificiale. Ma poiché questi trattamenti di sostegno, sempre eseguiti da personale sanitario, rappresentano le condizioni necessarie per mantenere artificialmente in vita un corpo in stato vegetativo permanente, di fatto si impedisce di rifiutare la vita artificiale. Che sarebbe un tragico paradosso, perché il Testamento Biologico nasce in primis proprio per poter scegliere autonomamente se rimanere (o non rimanere) in una vita artificiale irreversibile. Invece se la legge passasse, la vita artificiale sarebbe addirittura imposta per legge a tutti i cittadini, che lo vogliano o no. Per questo sarebbe una legge anticostituzionale: la nostra costituzione stabilisce che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento (art. 32) e che la libertà personale è inviolabile e non è ammessa nessuna forma di restrizione (art. 13). Riassumendo: accettare o rifiutare un trattamento è un diritto di tutti, che fa parte dei diritti fondamentali della persona (come quello di formarsi o non formarsi una famiglia, di scegliere il proprio domicilio, di votare o non votare, per intenderci) e come tale fa capo al principio della libertà di autodeterminazione di ogni cittadino. Una legge che calpesta la nostra libera volontà circa ciò che vogliamo fare della nostra vita e impone invece ciò che lo Stato decide, viola i principi di qualsiasi Paese democratico. Inoltre con l’approvazione di questa legge il Paese metterebbe pericolosamente in gioco gli stessi principi su cui fondano la loro esistenza tutte le democrazie, perché metterebbe in contrasto fra loro il potere giudiziario e quello politico legislativo.”