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da “Il Mattino” di NAPOLI (14 aprile) – Regione che vai usanza che trovi. Il modello Zaia è l’àncora a cui si aggrappano i consiglieri regionali campani che aspirano a un posto in giunta. In Veneto il nuovo governatore ha nominato dodici assessori, scegliendoli tra i neo-eletti e consentendo loro di conservare il doppio ruolo.
Ma la Campania non è il Veneto e il modello Caldoro prevede l’incompatibilità tra assessore e consigliere. Il presidente della Regione, insomma, non si discosta dalla sua posizione, pienamente appoggiato su questa linea dai vertici regionali del Pdl. «Il Veneto è una cosa, la Campania un’altra», dicono. La discussione è destinata a durare perchè lo Statuto prevede tempi lunghi per la formazione della giunta: entro venti giorni dalla proclamazione deve riunirsi il consiglio regionale e entro dieci giorni dalla prima seduta il presidente deve comunicare all’aula la giunta. Fatti un po’ di calcoli si arriva a quasi fine maggio.

Tempi biblici che i consiglieri cercheranno di sfruttare per convincere Caldoro delle ragioni del doppio ruolo, appellandosi peraltro proprio allo Statuto che non prevede l’obbligo delle dimissioni (e c’è già chi pensa a una modifica dello Statuto introducendo il meccanismo della sospensione temporanea per il consigliere nominato assessore). Quanto ai nomi il quadro è più o meno chiaro: gli eletti che potrebbero entrare in giunta sono Fulvio Martusciello, Ermanno Russo, Angelo Polverino e Antonia Ruggiero del Pdl e Pasquale Sommese dell’Udc. Tutti e cinque però avvertono un forte prurito quando sentono parlare di dimissioni. Chi invece sembra fuori da questa partita è il capogruppo uscente del Pdl Paolo Romano che appare destinato alla presidenza del consiglio regionale.

Eletti a parte, Caldoro intende proporre una giunta di alto profilo pescando al di fuori dei partiti. Alle prese con lo sforamento del patto di stabilità, il successore di Bassolino intende puntare per il Bilancio su un nome forte di chiara esperienza e affidabilità: l’identikit è quello di Andrea Monorchio, già Ragioniere dello Stato. L’altra nota dolente che sta togliendo il sonno a Caldoro è la sanità. Il settore è commissariato per la parte relativa al Piano di rientro e il nuovo governatore è intenzionato a tenere per sè la delega interfacciandosi con un sub-commissario di sua fiducia che potrebbe essere uno tra Raffaele Calabrò e Giuseppe Scalera, medici e deputati. Tra i tecnici restano in corsa il preside della Facoltà di Ingegneria Edoardo Cosenza e Nello Polese, docente a Ingegneria ed ex sindaco di Napoli.