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Circa un anno fa (il 26 aprile 2010) il ministro Brunetta annunciava la posta elettronica certificata gratuita per tutti. Effettivamente, a parte i primi giorni in cui il sito era intasato, ma poi la casella gov.it ha funzionato. Il problema era che quasi nessun ufficio pubblico era dotato di PEC, però a quanto vedo in un anno si sono un pò adeguati; almeno il comune di Napoli ha il suo indirizzo (protocollo@pec.comune.napoli.it), come anche moltissimi comuni della Campania. Credo che il piccolo Brunetta con i suoi metodi malvisti e criticati, le uscite infelici sui fannulloni, … però i suoi risultati li ha raggiunti! Ecco dunque qualche informazione trovata sulla PEC, le domande più frequenti sulla legislazione che riguarda la posta elettronica certificata:

La posta certificata del governo italiano ha valore anche tra privati o solo verso pubblica amministrazione?

Secondo il DPR 11 febbraio 2005, n.68, le ricevute di invio e consegna che il mittente riceve dai Gestori, hanno valore legale; quindi vengono equiparate alla raccomandata postale con ricevuta di ritorno. In caso di contestazioni, le ricevute possono essere opposte a terzi in giudizio. La traccia informatica delle operazioni svolte, conservata dal Gestore PEC per legge per un periodo di 30 mesi, consente la riproduzione, con lo stesso valore giuridico, delle ricevute stesse.

Attenzione!

Questo è molto bello se siete il mittente: non avete speso nulla per la vostra comunicazione, non vi siete mossi da casa, e una volta che avete in mano la ricevuta di consegna, la “raccomandata” risulta consegnata, e potete dimostrare di fronte al giudice la vostra ragione.

Se siete il destinatario, la cosa cambia : non importa che l’abbiate letta o meno….eravate in ospedale, avevate il computer in riparazione, avete perso la password e non avete scaricato la posta per tempo? Di fronte alla legge risulta consegnata! Anche se nessuno vi ha lasciato un messaggio nella cassetta della posta come per le raccomandate postali.

Quindi attenzione, comunicare il vostro indirizzo di posta certificata vi impone degli obblighi, prendeteli sul serio.

E ancora, Attenzione! Le ricevute hanno valore legale solo se sia il mittente che il destinatario comunicano tramite email PEC. Il testo esplicativo redatto dal CNIPA è esplicito in proposito:

“Da una casella di PEC è possibile inviare un messaggio certificato a chiunque abbia una casella di posta elettronica?”

Sì, ma nel solo caso in cui il destinatario sia dotato di una casella di Posta Elettronica certificata, sia l’invio che la ricezione di un messaggio di PEC hanno valore legale. Quando un mittente PEC spedisce a un destinatario che non ha una casella certificata, avrà in mano la ricevuta di trasmissione (invio) ma nessuna conferma di consegna. Di fronte al giudice in caso di contestazione potrà solo dimostrare di aver spedito il documento, senza che il destinatario abbia alcun bisogno di dimostrare che ha o non ha ricevuto il messaggio.

Il CNIPA infatti esplicita così nel testo dedicato alle Domande Frequenti: “nel solo caso in cui il destinatario sia dotato di una casella di Posta Elettronica certificata, sia l’invio che la ricezione di un messaggio di PEC hanno valore legale”. Un mittente con un indirizzo PEC può anche scrivere ad un destinatario con un indirizzo NON PEC: in questo caso, poiché non ha alcun riscontro la consegna al destinatario, la trasmissione è equiparabile a una raccomandata semplice ? Oppure anche la presa in carico non ha alcun valore legale, o ne ha pochino pochino? Credo che risponderà la giurisprudenza futura…

fonte: http://www.guidapec.it/home/legislazione/27-le-trasmissioni-pec-hanno-valore-legale.html