Seleziona una pagina

un ricordo di Raimondo Vianello, scomparso ieri…

«Se mi guardo indietro non ho pentimenti. Dovessi ricominciare, farei esattamente tutto quello che ho fatto. Tutto. Mi risposerei anche. Con un’altra donna naturalmente». Ecco l’ironia di Raimondo Vianello, morto questa mattina alle sette meno dieci all’ospedale San Raffaele di Milano, che mancherà di più agli amanti della comicità italiana.

Era nato a Roma il 7 maggio di 88 anni fa. Dalla Capitale si trasferì a Spalato, in Dalmazia, seguendo il padre Guido, ammiraglio della Marina militare, quel padre che lo voleva diplomatico e per il quale si laureò in giurisprudenza, un titolo che rimase sulla carta. Nel 1945, a 23 anni, aderì alla Repubblica Sociale Italiana come bersagliere, motivo per il quale gli alleati lo imprigionarono nel campo di concentramento di Coltano, in provincia di Pisa, dove incontrò, tra gli altri, gli attori Dario Fo, Walter Chiari, Enrico Maria Salerno, il poeta americano Ezra Pound e il regista Luciano Salce.

I suoi inizi in teatro sono legati all’altra sua grande passione, lo sport. Come atleta e dirigente, insieme al fratello Roberto, del Centro nazionale sportivo Fiamma, entra in contatto con Pietro Garinei (giornalista al Corriere dello Sport) e Sandro Giovannini, i fondatori di Cantachiaro, il giornale umoristico e i simboli della commedia musicale. Vianello, partecipando al loro spettacolo Cantachiaro N°2, entra ufficialmente nel mondo dello spettacolo con la sua elegante ironia. Il suo stile defilato gli permette di essere una spalla perfetta per Wanda Osiris, Erminio Macario, Carlo Dapporto e Gino Bramieri.

Il suo successo in televisione è sancito dal programma di varietà realizzato in coppia con Ugo Tognazzi, Uno, due, tre, andato in onda dal 19 gennaio al 1954 al 2 agosto 1959. Ma la sua vera partner, nella vita come sul lavoro, è Sandra Mondaini, nove anni più giovane di lui. I due si conobbero nel 1958, si sposarono nel 1962 e diventarono inseparabili sugli schermi di Canale 5. Insieme, nel 1982 accettarono un contratto in esclusiva con Silvio Berlusconi, quando l’attuale premier era solo proprietario delle reti televisive private in via di sviluppo.

Insieme lavorarono prima come conduttori di Attenti a noi due e Sandra e Raimondo Show, poi come attori delle sit-com Casa Vianello, Cascina Vianello e I misteri di Cascina Vianello. Sandra e Raimondo diedero insieme l’addio alla tv con Crociera Vianello andato in onda nel 2008. Si ritirarono a causa della grave malattia di Sandra che, ancora oggi, la costringe sulla sedia a rotelle. Non ebbero figli, ma adottarono un’intera famiglia di filippini.

Da grande appassionato di calcio, sugli schermi di Italia 1, Vianello condusse, dal 1991 al 1999, Pressing, grazie al quale, nel 1992, vinse il Telegatto per il miglior programma sportivo dell’anno. Durante una puntata del 1994, in un siparietto inscenato con Antonella Elia, appoggiò la discesa in campo di Silvio Berlusconi, il suo editore, e dichiarò la sua intenzione di votarlo nelle imminenti elezioni politiche.

I funerali dovrebbero svolgersi sabato alle 11 nella chiesa di Milano due, il quartiere dove viveva con la moglie.